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COME NASCE L`ASSOCIAZIONE

 

C’era una volta...

O meglio, c’era uno strano gruppuscolo di “soggetti” appassionati, ma proprio appassionati della 2CV e delle sue “sorelle” derivate.

Come “insetti rari” ronzavano attorno all’unico alveare che accoglieva e li consolava.

Un unico porto felice un’oasi dove “ristorarsi e rifocillarsi” dove poter in pratica scambiare quattro chiacchiere su fanali cromati e cerchioni riverniciati.

Un lido sicuro dove “riparare” per sostituire qualche braccetto usurato, qualche cuffia squarciata dalla “spietata” “pescolla” di turno.

- “Chi potrà ricostruire la preziosa lamiera che il tempo assassino ha corroso?”

- “Chi potrà mai saldare lo sciassi dilaniato dal dosso o dal muro?”

Questi e mille altri quesiti ancora si ponevano i malcapitati possessori di 2CV dell’ Alta Valle del Tevere ed a tutte queste domande avevano dato una sola risposta:

Gabriele Crocioni.

E fu proprio nell’officina del “Gabri” dove gli svitati Duecavallisti capitavano (fosse anche per “sciampanare” le esperienze dell’ultimo raduno) che iniziò a serpeggiare un sentimento di malcontento quando in TV annunciarono l’elenco delle auto da demolire perché inadatte a circolare con la benzina verde. La mitica 2CV era stata infatti nominata fra le macchine da giustiziare. Lo sdegno fu grande.

-“Ma come se permettono questi?”

-“E amò che se fa?”

-“Fioli difendemoci!”

-“E come?”

-“C’ardunamo a fe ‘na magnata e pu ragionemo!”

-“E du gimo?”

-“Nel soe... giù...gimo mequagiò da coso...se magna bene e se spende poco...”